Morra, Zangrillo (FI): non credo di esserlo, ma se è così continuerò a stare con i linciatori. La libertà d’opinione non è compatibile con l’indecenza

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“Ho letto con sgomento e sincero fastidio il pezzo odierno di Michele Serra sul quotidiano la Repubblica a proposito dei linciati, di cui farebbe parte il signor Nicola Morra, presidente dell’Antimafia. Ci fa sapere, il celebrato giornalista, che lui sta coi linciati e che prova disgusto per i linciatori, rei secondo lui di viltà (tanti contro uno), spirito di punizione e moralismo di gruppo. E aggiunge, con una mirabile lezione di morale ai lettori, che se non c’è volontà di menzogna, opinioni, parole politiche e altro, sono comunque legittimi. Io continuo a stare saldamente con i linciatori, anche rimanessi solo, perché resto convinto che le opinioni espresse dal signor Morra non solo sono disgustose, ma indegne di chi ricopre alte responsabilità nelle istituzioni. Non esiste un tema di legittimità, nessuno discute la libertà di pensiero ed espressione, c’è invece un tema di opportunità legato alla consapevolezza del ruolo che si ricopre. Il signor Morra doveva tacere non perché menzognero, ma semplicemente perché indecente. Conclude Serra suggerendo al linciato di non curarsi dei linciatori, si chiamano “shitstorm”, tempeste di merda. Credo che a qualcuno questa tempesta di merda gli si sia insinuata nel cervello”. Ad affermarlo in una nota il deputato azzurro e coordinatore regionale di Forza Italia in Piemonte Paolo Zangrillo.

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