Caccia, per due tortore in più; Marchetti (FI): «Monte su Remaschi, i funzionari ritirano la firma dalle sue delibere e avvertono le doppiette»

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Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti: «Cacciatori presi per… la fondina! Il 20 e 21 settembre cacciamo insieme la sinistra di incapaci»

           «Sulla caccia in questi giorni in preapertura è monte sull’assessore regionale Remaschi, con tanto di funzionari a chiedere via pec di ritirare la firma sulla delibera del 25 agosto. Sono veramente le comiche finali per un malgoverno dei selvatici e dell’attività venatoria che si trascina da anni e che non ha neppure portato a definizione la pianificazione di settore. Il 20 e 21 settembre cacciamo insieme questa sinistra di incapaci e finti ambientalisti»: lo afferma il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, candidato capolista per Forza Italia nella provincia di Lucca alle prossime elezioni regionali a cui le associazioni venatorie si sono rivolte per lamentare lo stato di incertezza e rischio a cui il popolo delle doppiette si trova esposto nelle due giornate di preapertura fissate per oggi 2 settembre e per domenica 6.

            «Le circa 70mila doppiette toscane – esordisce Marchetti – sono stufe di esser prese per la fondina da un Pd di governo regionale che delibera buttando fumo negli occhi e annodando talmente le matasse su quantità prelevabili, tetti e modalità di censimento e conferimento da indurre alla paralisi l’universo venatorio». Il casus belli di questa riapertura sono le tortore: «Nella delibera del 25 agosto sulle preaperture – racconta Marchetti – si definisce il prelievo massimo in 12 capi anziché 10, generando una confusione su cui le associazioni dei cacciatori hanno chiesto lumi ai dirigenti di settore in Regione. Questi, nel confermare che oltre le 10 tortore prelevate checché ne dica la delibera made in Remaschi si rischia sanzione per danno erariale, prendono le distanze dall’atto chiarendo nero su bianco e con lo stesso assessore in copia che quell’atto è uscito dalla giunta differente da come ci era entrato. Questo scostamento sostanziale e non concertato con gli Uffici, ha spinto i funzionari a chiedere con posta certificata il ritiro della loro firma da quell’atto».

            «Dolo o incapacità? Non interessa saperlo. Interessa che Pd e sinistra continuano a imbrogliare le carte vessando il settore venatorio e mettendone a rischio l’attività – incalza Marchetti – nel nome di pregiudizi veteroambientalisti che alla Toscana hanno rifilato il pacco di popolazioni di ungulati e altri selvatici fuori controllo a devastare campi e raccolti, o di branchi di ibridi su cui non si vuole intervenire continuando a gridare ‘al lupo al lupo’ per impressionare con effetti speciali. Intanto chi caccia non viene ascoltato, i funzionari nemmeno e Remaschi espone tutti a rischio con decisioni arbitrarie ed estemporanee contestate dai suoi stessi funzionari».

            Resta intanto aperta la questione dei tesserini, tra cartaceo e digitale: «Per il prelievo in deroga allo storno – sottolinea Marchetti – non è mai stata sanata la disparità che impone l’uso della App, universo sconosciuto a molti dei nostri cacciatori in età più avanzata. Oggi i funzionari tornano a ricordarlo. Ma i due pesi e due misure sono destinati ancora una volta a limitare l’efficacia di contenimento di una specie dannosa per i frutti e in particolare, in questo periodo, per gli ulivi. Remaschi dilettante allo sbaraglio o colpevole protezionista di specie fuori controllo a discapito dell’attività umana? Sia come sia, ora vada a casa».

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