Bernini-Seta (FI): “Subito confronto per tutelare i dipendenti della Nike di Casalecchio”

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“Restiamo al fianco dei 30 dipendenti della Nike di Casalecchio e delle loro famiglie raggiunte dalla notizia della chiusura dello stabilimento entro luglio 2020 e del conseguente trasferimento a Milano. E’ assurdo che tale annuncio sia arrivato senza alcun tipo di alternativa e senza nessuna misura di sostegno per i lavoratori”. A commentare la vicenda sono Anna Maria Bernini, presidente dei Senatori di Forza Italia, ed Erika Seta capogruppo di Centrodestra per Casalecchio. “E’ dal 2009 che in quello stabilimento si susseguono procedure di licenziamento ma questo ultimo atto preoccupa maggiormente perché, stando a quanto si apprende, non ci sarebbero incentivi economici e misure di accompagnamento per chi decide di trasferirsi – prosegue la sen. Anna Maria Bernini -. Non ultimo il problema delle “dimissioni forzate” che porterebbe la perdita dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori. Il confronto con le organizzazioni sindacali e i dipendenti va aperto immediatamente. Chiediamo al Governo di monitorare attentamente la vicenda a tutela dei lavoratori, affinché non siano abbandonati al loro destino e siano loro riconosciute adeguate misure di sostegno ma anche percorsi per il loro ricollocamento”.
“I provvedimenti di chiusura e trasferimento/dimissioni dei dipendenti erano nell’aria – aggiunge Erika Seta, che siede anche nel consiglio metropolitano – perché il progressivo ridimensionamento del personale, e quindi del lavoro, facevano presumere tale esito. Non possiamo quindi non evidenziare una incapacità di dialogo con la dirigenza da parte del Comune che avrebbe dovuto, a salvaguardia del prestigio dell’area commerciale della città e dei livelli occupazionali, farsi parte diligente nel trovare soluzioni condivise per il mantenimento in loco dello stabilimento. Chiederemo anche alla città metropolitana la convocazione di un tavolo di crisi al fine di tutelare un territorio dove sono aperte diverse criticità occupazionali, alcune delle quali legate anche a scarsa competitività”.


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