Toscana, Stella (FI): “Pd fa mancare numero legale in aula, salta voto su 800 esuberi aeroporti”

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“Deludente relazione Ceccarelli, infrastrutture sono ferme”

“E’ grave che oggi in aula il Pd abbia fatto mancare il numero legale e non si siano potute mettere in votazione le nostre mozioni e interrogazioni sugli annunciati esuberi di 800 lavoratori degli Aeroporti di Firenze e Pisa. Si tratta di un atteggiamento che svilisce il ruolo dell’assemblea regionale dinanzi a un grave problema occupazionale che riguarda la Toscana”. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia).
“Noi ci battiamo perché questi licenziamenti vengano ritirati – annuncia il vicepresidente del Consiglio regionale -. Ci avevano detto che l’integrazione tra i due scali toscani avrebbe portato a un aumento dei posti di lavoro, invece non è stato così, e ora Pisa rischia di perdere 500 lavoratori, e Firenze 300. E’ inaccettabile e chiediamo che il Presidente della Regione incontri immediatamente il Presidente della società Toscana Aeroporti per individuare un percorso di sviluppo del sistema aeroportuale toscano compatibile con il mantenimento dei livelli occupazionali”.
“Deludente – prosegue Stella – anche la comunicazione dell’assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli su Aeroporto di Firenze, nuova stazione Foster, gestione terre e rocce da scavo, impianto di Case Passerini, terze corsie autostradali. Purtroppo la relazione ha confermato quel che diciamo da tempo: in Toscana le infrastrutture sono ferme da decenni, per colpa di una sinistra che governa nel segno dell’immobilismo”.
“Oltre alla Tav, i cui lavori sono stati stoppati fino al marzo 2018 – sottolinea Stella – sono troppe le grandi opere necessarie a Firenze e in Toscana ancora ferme al palo. A cominciare dalla pista dell’aeroporto di Peretola, per arrivare all’ammodernamento del polo fieristico. Chi ha la responsabilità di amministrare deve capire che le infrastrutture efficienti sono fondamentali per il rilancio e la crescita economica del territorio, e il tempo speso finora è stato troppo: occorre una decisa inversione di tendenza”.

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