Riso asiatico, Cirio (FI): L’Europa dà ragione all’Italia

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«Dopo anni di battaglie, finalmente abbiamo vinto. È una bella notizia per l’Italia e per uno dei suoi prodotti d’eccellenza»: con queste parole l’eurodeputato Alberto Cirio, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue commenta l’esito dell’indagine avviata nei mesi scorsi dalla Commissione Ue sulle importazioni di riso a dazio zero dai paesi asiatici, in particolare Cambogia e Birmania. L’Unione Europea ha, infatti, riconosciuto un danno economico per i risicoltori italiani.

«Provengo da una terra che produce il 70% del riso italiano e tutelarlo è stata una delle priorità non appena insediato al Parlamento europeo – prosegue Alberto Cirio -. Questa notizia premia un lavoro di squadra che portiamo avanti da anni, organizzando insieme al presidente dell’Ente Risi Carrà incontri con i massimi funzionari europei della direzione Agricoltura e mobilitando interi territori grazie ai sindaci del riso, che con gli ordini del giorno approvati dai loro consigli comunali hanno dimostrato che le importazioni sleali non sono solo interesse dei produttori, ma di un intero territorio. Sono felice, quindi, che la Commissione Ue ci abbia dato ragione, la battaglia però non è ancora finita. L’abolizione dei dazi zero andrà al voto di tutti i Paesi Ue e bisogna evitare che si ripeta il caso dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco persa dall’Italia al voto finale. Insieme al presidente del Parlamento europeo Tajani il 17 novembre incontreremo in Piemonte i rappresentanti del settore risicolo, perché è fondamentale costruire un’alleanza fra paesi che votino al fianco dell’Italia per reintrodurre i dazi verso l’Asia e porre fine, una volta per tutte, all’arrivo sulle nostre tavole di tonnellate di riso frutto di una concorrenza sleale. I dazi zero di umanitario non hanno nulla, salvo far morire la nostra risicoltura danneggiata in modo enorme per anni. Danni che adesso vanno risarciti: ho presentato una istanza alla Commissione Agricoltura del Parlamento Ue, di cui faccio parte, chiedendo che nella nuova Pac, la Politica agricola comune in discussione in questi giorni a Bruxelles, vengano introdotte forme di risarcimento per il male che l’Europa con i dazi zero ha causato a migliaia di aziende risicole italiane».

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