Province ed enti locali, Berutti: “Il Governo recepisca le indicazioni dell’opposizione e agisca con incisività”

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Massimo Berutti

Il “proroga termini” del luglio 2018 prevedeva l’istituzione presso la Conferenza Stato-città ed autonomie locali di un tavolo tecnico-politico per la redazione di linee guida finalizzate all’avvio di un percorso di revisione organica della disciplina in materia di ordinamento delle Province e delle Città metropolitane, al superamento dell’obbligo di gestione associata delle funzioni e alla semplificazione degli oneri amministrativi e contabili a carico dei comuni, soprattutto di piccole dimensioni. A otto mesi dalla sua definizione, la disposizione, inserita anche grazie alle esortazioni dell’opposizione, meritava una verifica in relazione alla sua implementazione. Per questa ragione, il senatore di Forza Italia Massimo Berutti ha interrogato il Governo in modo da conoscere lo stato dell’arte sugli interventi.

“Dopo le sollecitazioni dell’opposizione, su Province ed enti locali il Governo ha iniziato a lavorarci in modo apprezzabile – commenta in una nota il senatore Berutti. Prendo atto del fatto che come sosteniamo da sempre, finalmente, si vorrebbe mettere fine a una delle riforme obiettivamente più anomale della storia della Repubblica, la cosiddetta riforma Delrio. Un intervento fallimentare che ha creato uno stallo in un sistema intermedio fondamentale. Una vera follia. Il tavolo avviato al Ministero dell’Interno, con al centro il superamento dell’obbligo dell’esercizio associato delle funzioni fondamentali per i piccoli Comuni – cui dovrebbero essere semplificati gli oneri amministrativi, burocratici e contabili – e la riforma delle Province e delle Città metropolitane è certamente un inizio. Sono però importanti la massima condivisione e un’attenzione specifica all’elemento temporale. Questo perché molte Province sono in difficoltà anche dal punto di vista dei bilanci, sul fronte finanziario ed economico; quindi, obiettivamente, come evidenziamo da sempre, la situazione è critica ed è necessario intervenire. D’altra parte, gli stessi Comuni sono in grandissima difficoltà e devono essere sostenuti in chiave sussidiaria. La creazione di sottogoverni e di situazioni intermedie creano invece solo grande caos: gli enti ci sono, si tratta solo di farli funzionare e naturalmente di creare condizioni organiche e strutturali che non siano a macchia di leopardo. Si continui a lavorare, dunque, in tutte le sedi, senza dimenticare che dalla teoria è necessario passare con incisività alla pratica, magari anche sul fronte delle macroregioni”.

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