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Pensioni, Zangrillo (FI): l’obiettivo di Di Maio e del M5S è di abbattere lo stato di diritto in Italia attraverso una ‘guerra civile dell’invidia’

Il deputato e capogruppo di Forza Italia in Commissione Lavoro, Paolo Zangrillo

“Ormai è evidente che l’obiettivo ultimo di Di Maio è quello di abbattere lo stato di diritto in Italia attraverso una ‘guerra civile dell’invidia’. L’attacco ai pensionati over 4mila euro, spacciati agli elettori come pensionati d’oro in un post delirante del vicepremier contro Repubblica, è l’esemplificazione di un partito che vuole togliere qualsiasi certezza ai propri cittadini, facendo diventare i diritti acquisiti carta straccia, pure quelli pensionistici”. Ad affermarlo il deputato Paolo Zangrillo.

Spiega l’esponente azzurro: “Di Maio ha il coraggio di accusare – come sua abitudine – un quotidiano nazionale di pubblicare falsità perché osa attaccare la sua proposta, peccato che poi si eserciti in esempi che costituiscono una serie invereconda di fake news formato Casaleggio Srl. Quando infatti afferma ‘Mettete il caso del signor Bianchi e del signor Rossi, entrambi prendono 5.000 euro di pensione. Il signor Rossi ha versato effettivamente contributi per 5.000, il signor Bianchi ne ha versato solo per 4.000. Con la nostra legge il signor Rossi continuerà a prenderne 5.000, mentre il signor Bianchi inizierà a percepirne 4.000, ossia quello che ha versato‘ si dimentica di fare una piccola premessa: il signor Bianchi percepisce quella pensione da anni perché, quando è andato in pensione, la legge prevedeva quel metodo di calcolo. Non è un “paraculato”, non è un parassita, è esclusivamente un normale cittadino che, come qualsiasi altro nel mondo, percepisce la pensione secondo le regole in vigore al momento del suo pensionamento. Quel signor Bianchi ha impostato la sua vita su quel tenore di vita che nessun Governo dovrebbe permettersi di toccare retroattivamente. Oggi tocca a cittadini che percepiscono 4mila euro di pensione, domani lo stesso governo – in cerca disperata di risorse per finanziare il reddito di cittadinanza – potrà dire che questo provvedimento non è sufficiente e potrà quindi decidere di colpire chi percepisce 3mila o 2mila euro. Quei pensionati diventeranno per la narrativa grillina i nuovi pensionati d’oro, i nuovi privilegiati, e inizierà il bombardamento social per solleticare l’invidia di chi ha una pensione inferiore. Il risultato? Invece di combattere la povertà, avremo solo nuovi poveri da assistere”.

Conclude Zangrillo: “Se Di Maio vuole percorrere questa strada allora sia coerente fino in fondo. Ricalcoli, per esempio, anche gli assegni per le migliaia di baby pensionati che sono costate circa 170miliardi agli italiani dal 1973 ad oggi, attualmente 10 miliardi all’anno. Si ricalcolino anche quelle pensioni, definite con una legislazione disgraziata che ha contribuito a gettare nel baratro i conti dell’Inps per pagare i consensi dei partiti della Prima Repubblica. Ci vuole coraggio caro Di Maio e io o lo fai per tutti, o non lo fai per nessuno, visto che la nostra Costituzione non accetta trattamenti di disparità. L’Italia non ha bisogno di finti Robin Hood che continuano a prelevare dalle tasche di chi ha contribuito per una vita senza gravare sui conti dello Stato. E’ una questione di principi di diritto ed etici: i diritti acquisiti non si toccano e non si alimenta l’odio e l’invidia sociale per il proprio tornaconto elettorale. Gli italiani hanno bisogno di certezza: la prima è costituita dal principio di irretroattività delle norme che disciplinano i diritti di noi cittadini”.

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