Pella (FI): dare fiducia e prospettiva ai giovani unica via per sostenibilità del Paese

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I dati sulla denatalità e sul calo demografico, uniti a quelli sulla (non) contrazione di mutui da parte dei giovani sotto i 35 anni in Italia, passata dal 49,2% al 27,2%, sono il polso tangibile della misura e dell’urgenza con cui dobbiamo agire per garantire la sostenibilità del futuro del Paese stesso. Se flessibilità del mondo del lavoro, in termini di agevolazioni per le giovani partite iva, o la determinatezza dei contratti di lavoro deve dare come esiti precarietà, sfiducia e insoddisfazione, da un lato, e incapacità per gli istituti bancari di parametrare i mutui, dall’altro, é prioritario che si pensi a delle misure – non certo di assistenzialismo – per nutrire l’orizzonte lungo di giovani e giovani coppie, soprattutto in un momento di particolare convenienza a livello di tassi di interesse. Flessibilità deve, infatti, significare flessibilità funzionale e salariale, smart working, micro-credito, alto grado di qualificazione dei lavoratori e versatilità delle competenze, opportunità di investimento per prodotti altamente innovativi e di scambio fra aziende e, al contempo, un sistema di maggiore protezione e formazione per i profili meno qualificati, prevenendo fenomeni di dualismo sociale e che sottoremunerazione del mondo del lavoro. Mi auguro che anche la Commissione Bilancio, di cui faccio parte, potrà introdurre misure in tal senso e individuare risorse adeguate: in questo caso, troveranno sicuramente anche le proposte e l’apporto qualificato del gruppo di Forza Italia.

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