LUCCA/MASSA: Dove i lupi e dove i cinghiali, è emergenza fauna selvatica. Marchetti (FI): «Due versanti della stessa montagna di incapacità Pd»

0

«A Massa è emergenza lupi, a Lucca è emergenza cinghiali: sono due versanti di una stessa montagna, quella dell’incapacità del Pd regionale nel gestire la fauna selvatica. Motivo? Compiacere attraverso la sostanziale inerzia i preconcetti veteroambientalisti. Questo il risultato: territori devastati, greggi e mandrie predati, persone malsicure mentre sono alla guida perfino in arterie stradali apparentemente distanti dal problema, visto che proprio ieri sulla Firenze-Pisa-Livorno due furgoni sono rimasti coinvolti in un sinistro con 7 cinghiali. E adesso attenzione: l’emergenza di oggi sui cinghiali a Bagni di Lucca non tarderà a trasformarsi nell’emergenza lupi che sempre oggi lamenta Massa. Questi predatori inseguiranno il loro alimento privilegiato: i selvatici, ungulati e cinghiali in primis. Senza gestione, la natura fa il suo mestiere. E la Regione Toscana ha abdicato dal governo della fauna selvatica. E’ una responsabilità politica grave e conclamata». La riflessione arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, non nuovo al richiamare la giunta regionale toscana ai suoi doveri circa la gestione della materia, a partire dalla definizione del Piano faunistico venatorio.

«Gli allarmi che si levano oggi sono la conseguenza di un lasciar andare che la Regione ha praticato da un lato riguardo agli ungulati, con piani di contenimento insufficienti e inefficaci prodotti quasi per mimare un’iniziativa che in effetti poi non c’è – sottolinea Marchetti – dall’altro riguardo agli ibridi lupo-cane, che sono a tutti gli effetti trattabili alla stregua dei cani randagi e dunque catturabili e sterilizzabili. Sono loro, spesso, responsabili delle razzie presso i nostri allevatori. Se il lupo è specie protetta, loro no: un’adeguata azione anti-randagismo risulterebbe già da sola efficace al contenimento del danno».

Il punto vulnerabile, ad avviso di Marchetti, sono piuttosto gli ungulati: «Vigneti, orti, colture. Nulla resiste al loro appetito. Ma la colpa non è degli animali, bensì degli uomini che non hanno saputo gestire il fenomeno. La Regione ha lasciato che gli ungulati proliferassero a dismisura sul territorio toscano. I piani di abbattimento sono giunti tardivi, e questi animali sono in flagrante sovrannumero rispetto alle capacità dei nostri territori boschivi di nutrirli. Così, gli esemplari di cinghiali, caprioli, daini e altri ungulati sempre più di frequente si spingono nelle aree antropizzate dove trovano cibo facile per loro e per i loro cuccioli. In questa attività, però, sono inseguiti dai loro predatori naturali, lupo in primis. La dieta naturale del lupo è a base di ungulati. In Toscana come altrove, il lupo è stato reintrodotto in habitat boschivo anche allo scopo di contenere la presenza di ungulati, è banale catena alimentare, solo che ormai la situazione era già fuori controllo».

Che fare? «La Regione annaspa, pare affetta – analizza Marchetti – da una specie di sindrome di Munchausen per procura: ha fatto ammalare di fauna selvatica la Toscana e oggi si lacera le vesti dinanzi ad agricoltori e allevatori che però poi indennizza col contagocce rimanendo avara di sostegni alle misure di difesa passiva preventive. Il tutto senza mai produrre le pianificazioni di sua spettanza. Una farsa che ha da finire, noi speriamo con le elezioni regionali del 2020 che ci prepariamo a vincere, perché il Pd finora e per anni ha preso in giro interi territori. Il risultato è sotto gli occhi di tutti».

No comments