LUCCA: Dalla Versilia alla Piana bus saltati e guasti a ripetizione; Marchetti (FI): «Con Pd e sinistra trasporti-riffa. Perdono sempre i cittadini»

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«La condizione del trasporto su gomma nell’intera provincia di Lucca, dalla Versilia alla Piana, è ormai un disservizio perpetuo, per i cittadini prendere un bus è una riffa quotidiana che li vede sempre perdenti a fronte di costi sempre maggiori per biglietti e abbonamenti. E lo scaricabarile tra CttNord e Regione Toscana è inaccettabile dinanzi a mezzi vecchi e pericolosi, le volte che passano»: l’attacco arriva dal Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti all’indomani dell’ennesima giornata nera del trasporto su gomma patita dall’utenza.

«In un contesto che vede Lucca tra le province peggio messe quanto a inquinamento da polveri sottili e smog – riflette Marchetti – non essere capaci ormai da anni di esprimere un’offerta qualificata di trasporto pubblico locale è gravissimo. E’ il frutto bacato di mancati investimenti e di una gara per la gestione unica del trasporto pubblico locale la cui procedura attuata dalla Regione si è rivelata quanto meno poco accorta, data la mole di contenziosi di cui è oggetto e quindi ostaggio. L’azienda dal canto suo non ha saputo o voluto investire. Per cui adesso basta scaricabarile – conclude Marchetti – su una vergogna per una terra come la Toscana, la cui offerta di trasporto pubblico locale è in alcune zone più da roulette russa che da paese civile».

Marchetti ha affrontato ripetutamente e storicamente il problema: «Non so più quante interrogazioni ho fatto per portare la situazione del trasporto su gomma nell’area CttNord e in particolare in Versilia all’attenzione della giunta toscana. Il Pd non sa però far altro che tergiversare», spiega. «Ho però ottenuto l’anagrafica dei mezzi, e quella parla chiaro. I cittadini non si lamentano per gusto: alcuni bus sono su strada anche da 28 anni. Sono dei Matusalemme che ormai non ce la fanno più».

«Debbo poi ribadire il mio sconcerto – conclude Marchetti – per la poca considerazione che questo stato di cose riserva al pendolarismo studentesco, una fascia d’utenza delicata composta in gran parte di minori le cui famiglie si affidano a un servizio insufficiente e che spesso lascia direttamente a piedi i ragazzi. Come anche ieri».

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