TAV, Porchietto (FI): cosa pretendiamo dal M5S? A Torino i consiglieri del No propongono mozione per la ruralizzazione della Città

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Claudia Porchietto

“Il sindaco Appendino può volare da Di Maio anche cento volte in una settimana ma non può cambiare il dna del suo partito che è composto da consiglieri che fanno della decrescita e della povertà il proprio core business. Come si fa a parlare di Tav con esponenti come la Ferrero che, dopo aver insultato la piazza Sì Tav, occupano proprio oggi i lavori della III, V e VI Commissione del Comune e poi l’intero Consiglio Comunale di Torino per parlare di una mozione sulla ruralizzazione della Città di Torino la quale prevede la piantumazione di frutteti nelle periferie?”. Ad affermarlo il deputato di Forza Italia Claudia Porchietto, componente della Commissione Attività Produttive.

Aggiunge il deputato di Forza Italia: “La più grande preoccupazione del Movimento è far tornare il ‘cittadino produttore di cibo’, per ‘ricucire lo strappo tra città e campagna’. Certo è molto più facile piantare qualche albero da frutto, invece di creare reali opportunità di occupazione. Siamo alla morte della politica vissuta come bene della polis: il Comune ha evidenti difficoltà nella cura del verde pubblico, tanto da non avere i fondi per sfalciare l’erba nei quartieri di Torino e per mettere in sicurezza le alberate, non riesce a riqualificare le periferie come peraltro aveva promesso in campagna elettorale, ma poi magicamente riuscirebbe a trovare i soldi per piantare alberi da frutto qua è la per la città, in una soluzione che ricorda molto da vicino quella di Maria Antonietta che al popolo ridotto alla fame diceva ‘Se non hanno più pane, che mangino brioche’. Non mi stupisco quindi che, avendo a che fare con persone che hanno queste idee politiche (il secondo firmatario della mozione è il presidente della Commissione Urbanistica Damiano Carretto altro irriducibile consigliere No Tav), opere quali la TAV non possano essere né prese in considerazione seriamente né tantomeno realizzate. La Tav è destinata a finire in un binario morto, così come il capoluogo piemontese e il Paese: magari aspettando che un drone, tanto caro ai consiglieri comunali grillini, bontà sua ci porti via dal futuro disegnato per noi dalla Appendino&associati”.

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