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FIRENZE: Agricoltura, Marchetti (FI): «Dalla Regione risveglio elettorale. No al comunitarismo, sì alle filiere e alle tecniche di precisione»

Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti protesta: «Dal Pd una delibera-civetta su un settore mai protetto né valorizzato»

          «No al comunitarismo, sì alle filiere. E su agricoltura di precisione e digitalizzazione la Regione è in preda al risveglio elettorale dopo anni in cui ha lasciato il settore in abbandono, mai protetto dalle scorribande di ungulati e dalle devastazioni né valorizzato. Insomma, dal Pd toscano arriva una delibera-civetta»: gli accenti di protesta sono del Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti e hanno a bersaglio il provvedimento con cui la giunta regionale definisce gli obiettivi per il Gree New Deal dell’Unione europea.

          «Gli obiettivi declinati adesso dalla giunta Pd e Iv – incalza Marchetti – sono quelli di cui il settore poteva aver bisogno cinque anni fa, con percorsi come quello verso la spinta alle tecniche di precisione che a quest’ora gli attori delle economie rurali hanno già portato avanti per conto loro e senza sostegni. Peccato che la Regione si svegli solo adesso a un mese e mezzo dalle elezioni, con una delibera-civetta per di più viziata da una melassa ideologica veterocomunista improntata al comunitarsimo anziché alle filiere, in una visione statica di un’economia che invece oggi trova il proprio must dello sviluppo proprio sul dinamismo e sulla flessibilità».

          Insomma, in conclusione secondo Marchetti: «Più chiacchiere che fatti dalla Regione che da anni ha abbandonato il settore agricolo e zootecnico a devastazioni e predazioni di selvatici mai gestiti – attacca il Capogruppo di Forza Italia – compromettendo gli equilibri tra attività antropica ed ecosistemi lasciando chiudere allevamenti a decine per disperazione, non risolvendo le crisi attraversate ad esempio dall’ovicaprino e osservando inerte mentre interi raccolti tanto cerealicoli quanto anche di vitigni pregiati venivano di fatto azzerati dalle incursioni di chinghiali, daini, caprioli e compagnia zoccolante. Basta con questo prendere in giro chi lavora, sinistre a casa».

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