Consorzi di Bonifica, FI Toscana: “Stop invio bollette, sentenza Consulta riduce platea contribuenti”

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FIRENZE – “La recente sentenza della Corte Costituzionale (la n. 188) chiarisce che il pagamento del contributo ai Consorzi di bonifica è dovuto solo dai proprietari di immobili che stanno nel perimetro e che hanno un beneficio diretto e specifico dall’attività dei Consorzi. Per questo chiediamo alla Regione Toscana di disporre che i Consorzi di bonifica ritirino i bollettini di pagamento che stanno inviando alle famiglie, di escludere dalla platea dei contribuenti coloro che non hanno un beneficio diretto, e quindi inviare le cartelle soltanto a coloro che rientrano nel perimetro individuato”. Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), che ha presentato una mozione urgente e che ha illustrato la posizione del partito insieme alla vicecoordinatrice comunale di FI a Firenze, Mariagrazia Internò.

“Solo per fare un esempio – hanno spiegato Stella e Internò – chi abita vicino all’Arno non deve pagare, in quanto le opere di pulizia del fiume sono finanziate con uno stanziamento specifico da 1.5 milioni di euro dalla Regione Toscana. E per gli altri torrenti e corsi d’acqua, la Consulta è stata chiara: dove non c’è beneficio diretto, il contributo non è dovuto, non va pagato. In generale, per noi i Consorzi di bonifica vanno chiusi, vanno aboliti perché, per quel che fanno, basta la fiscalità regionale generale”

“Senza contare che – accusa Forza Italia – i Consorzi in Toscana rappresentano un costo enorme per la collettività, un costo ingiustificato a nostro giudizio. I 6 Consorzi hanno un bilancio complessivo di 132 milioni di euro, 500 dipendenti, non rendicontano le loro spese nonostante la Corte dei Conti abbia avanzato più volte richieste in tal senso, e 33 corsi d’acqua sono esondati negli ultimi due anni in Toscana. Nello specifico, il CdB Medio Valdarno ha 153 dipendenti di cui solo 49 operai, 81 sono impiegati e 18 quadri; 350mila euro sono le spese in consulenze e collaborazioni esterne, 100mila euro le spese telefoniche, altri 300mila per rappresentanza e comunicazione istituzionale. A noi sembrano spese insostenibili e ingiustificabili, e i bollettini di pagamento sono balzelli ingiusti: continueremo a batterci contro i Consorzi di Bonifica con ogni mezzo, politico e giuridico”.

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