News PiemonteNEWS REGIONALI

Biglia (FI): “Lo sport non si misura con un solo numero”

Fa discutere la pubblicazione dell’Indice di Sportività del Sole 24 Ore, che colloca la provincia di Asti all’89° posto in Italia. Come accade ogni anno, il numero finale rischia però di diventare l’unico elemento del dibattito, mentre sarebbe più utile comprendere cosa quella classifica misura davvero. L’indagine del Sole 24 Ore si basa su 32 indicatori che spaziano dall’impiantistica ai risultati agonistici, dal numero di tesserati agli eventi, dal turismo sportivo alle imprese del settore, dagli investimenti allo sport femminile e paralimpico.  Mettere nello stesso indice però oltre trenta indicatori molto diversi significa confrontare realtà profondamente differenti.

È inevitabile che province metropolitane come Milano, Torino o Bologna, che possono contare su decine di società professionistiche, grandi impianti, eventi internazionali, importanti investimenti pubblici e privati e un bacino di popolazione enormemente superiore, partano con un vantaggio strutturale rispetto a territori come Asti. Questo, però, non significa che Asti non sia una provincia sportiva. Anzi. Il territorio esprime realtà che rappresentano autentiche eccellenze nazionali. Basti pensare all’Orange Futsal Asti, protagonista ai massimi livelli del calcio a cinque giovanile italiano, capace di conquistare quest’anno la Coppa Italia Under 19, superando in finale una delle società più blasonate del panorama nazionale come la Roma 1927 Futsal. Un risultato che testimonia la qualità del lavoro svolto dalla società e dal movimento sportivo astigiano.

Ma non è l’unico esempio.

La provincia di Asti continua a essere uno dei punti di riferimento nazionali per il pentathlon, disciplina nella quale le società astigiane competono stabilmente ai massimi livelli per non parlare di Annachiara Allara, Alessandro Boero e Giorgia Gennaro ai vertici del pentathlon. Il territorio vanta una lunga tradizione in tantissime altre discipline che, pur lontane dai riflettori del professionismo, coinvolgono ogni settimana migliaia di atleti, tecnici e volontari.

Ed è proprio questo patrimonio che una graduatoria sintetica fatica a raccontare. Lo stesso ragionamento vale per gli indici sulla qualità della vita. Nessuno si sognerebbe di sostenere che una provincia classificata al ventesimo posto sia “bella” e quella al settantesimo “brutta”. Quelle classifiche servono a individuare punti di forza e criticità, non a emettere sentenze definitive.

Lo sport merita lo stesso approccio. Più che fermarsi all’89° posto, sarebbe utile analizzare quali indicatori penalizzano Asti. Sono gli investimenti? L’impiantistica? La capacità di attrarre grandi eventi? Il numero di società professionistiche? Oppure il peso demografico, inevitabilmente inferiore rispetto alle grandi aree urbane? Sono queste le domande che dovrebbero guidare il dibattito, perché solo così le classifiche diventano strumenti utili per costruire politiche pubbliche più efficaci.

Ridurre tutto a un numero rischia invece di oscurare ciò che rappresenta la vera forza dello sport astigiano: una rete straordinaria di associazioni, dirigenti, tecnici e volontari che ogni giorno permette a bambini, ragazzi e adulti di praticare attività sportiva e che, non di rado, riesce a portare una provincia di poco più di 200.000 abitanti ai vertici nazionali. Se c’è una lezione che questa classifica può offrire, è che non basta fotografare una realtà: bisogna darle gli strumenti per crescere. La Regione Piemonte, in questo senso, può svolgere un ruolo importante, investendo nella riqualificazione e nella realizzazione di impianti sportivi moderni, sicuri e accessibili, sostenendo la promozione delle discipline che rappresentano le eccellenze dei territori e favorendo l’organizzazione di manifestazioni sportive capaci di attrarre atleti, famiglie e turismo. Perché lo sport non è soltanto competizione: è salute, educazione, inclusione sociale, qualità della vita e sviluppo delle comunità.

Le classifiche possono indicare una direzione e suggerire dove intervenire. Ma la ricchezza di un territorio non si misura soltanto con un numero: si riconosce soprattutto nella passione delle sue società sportive, nell’impegno dei volontari, nella capacità di far crescere i giovani e di trasformare il talento in risultati.

Debora Biglia – Consigliera Regionale Forza Italia Piemonte

Leave a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aderisci a Forza Italia

Dona il 2×1000 a Forza Italia

Iscriviti gratis tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post

Archivio News