Referendum, Zangrillo (FI): taglio stipendi non è priorità, ma seguendo la narrativa populista Di Maio allora allineiamoli a quanto percepito dai parlamentari prima di essere eletti

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“Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, già ex vicepremier, insistendo nel suo afflato populista sollecita i parlamentari a tagliarsi lo stipendio, dando così prova – secondo lui – di non essere casta ma responsabili rappresentanti dei cittadini. Io credo che la vera urgenza del Paese non sia la quantità dei parlamentari e il loro stipendio, ma semmai la qualità e l’adeguatezza al ruolo di chi riveste rilevanti cariche istituzionali. Ma voglio provare lo stesso ad assecondare la sete di giustizia sociale del ministro grillino; introduciamo una norma che definisce lo stipendio dei parlamentari, allineandolo a quanto percepivano prima di essere eletti. Per chi non aveva un lavoro, assicuriamogli almeno il reddito di cittadinanza. Onorevole Di Maio, aspetto speranzoso un suo cenno”. Ad affermarlo in una nota il deputato di Forza Italia Paolo Zangrillo, coordinatore regionale in Piemonte per gli Azzurri.

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