MASSA CARRARA: Fosso Lavello, un depuratore che non funziona la causa dei miasmi; Marchetti e Stella (FI): «Avanti veloci con l’adeguamento»

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«C’è un depuratore che non funziona alla base dei miasmi che si sprigionano dal fosso Lavello a Massa. E’ il ‘Lavello 1’, che non abbatte a sufficienza la carica di azoto. A dirlo è la giunta regionale che così ha risposto alla nostra interrogazione del settembre scorso, quando chiedevamo ragione delle maleodoranze patite dai cittadini oltre che del carico di rifiuti e delle morìe di pesci registrate a ripetizione. Individuata la causa e progettata la riparazione dell’impianto, l’assessore Fratoni annuncia il completamento dell’intervento per l’inizio di quest’anno. Per noi non si deroga: vigileremo»: a parlare così è il Gruppo Forza Italia in Consiglio regionale i cui rappresentanti (il Capogruppo Maurizio Marchetti e il Vicepresidente dell’Assemblea toscana Marco Stella) hanno appena ricevuto la nota con cui l’assessore all’ambiente Federica Fratoni risponde alla loro interrogazione 1929 del 26 settembre 2018.

Marchetti e Stella, nel loro atto, davano conto delle segnalazioni dei residenti che a luglio e ad agosto erano rimasti senza fiato più e più volte senza che si trovassero soluzioni: «Per limitare gli odori – riassumevano all’epoca gli interroganti – il gestore ha coperto i cumuli di fango con teli e strutture fisse. Gaia SpA dovrebbe smaltire i fanghi che si sono accumulati e potenziare l’impianto per migliorare l’efficienza dell’opera idrica». Forza Italia chiedeva dunque alla giunta se fossero state elevate sanzioni e quali fossero, semmai i provvedimenti assunti.

«Nella risposta – illustrano oggi dal quartier generale di Forza Italia in Consiglio regionale – la giunta ammette che dei due impianti di depurazione Gaia che scaricano nel fosso Lavello, denominati ‘Lavello 1’ e ‘Lavello 2’, il primo non funziona come dovrebbe. Nello specifico, scrive Fratoni sentiti l’Autorità Idrica Toscana e il gestore, il ‘Lavello 1’ “risulta da tempo strutturalmente inadeguato ad abbattere efficacemente il carico azotato presente nelle acque trattate, sia per l’insufficiente capacità ossidativa che per i ridotti volumi di trattamento”».

Si sta rimediando: «L’impianto ci è dato in corso di adeguamento con interventi che dovrebbero concludersi, leggiamo nella risposta, “a fine 2018-inizio 2019, imprevisti permettendo”. Siccome la nota ci è giunta ieri, prendiamo per buono l’inizio 2019 ma noi non deroghiamo: l’adeguamento è urgente e vigileremo affinché i tempi siano celeri come la giunta ci annuncia». Cosa si sta facendo? «La giunta ci scrive che gli attuali comparti anossici di pre-denitrificazione saranno riconvertiti in comparti areati. I nitrati a quel punto saranno abbattuti in maniera soddisfacente attraverso “cicli alternati di areazione/anossia, regolati da un sistema intelligente di ultima generazione”. Ben venga, siamo qui che aspettiamo di vedere la realizzazione ultimata».

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