MASSA CARRARA: Ex Monoblocco di Carrara, Marchetti e Lapucci (FI): «Teatrino indecoroso e spesa pubblica impazzita. Manca chiarezza»

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«Sull’ex Monoblocco di Carrara e il suo futuro un teatrino indecoroso in cui da un lato il Comune appare privo di intenti ed indirizzi certi, dall’altro la Regione continua a spendere soldi su soldi per non arrivare mai ad avere una struttura adeguata. Il tutto a fronte di una problematicità sismica nota fin dal 2009 quando sarebbero stati sufficienti circa 750mila euro per sanare la situazione. Tutto questo è inaccettabile, la città deve ottenere chiarezza»: a partire alla carica è Forza Italia, per bocca del suo Consigliere comunale a Carrara Lorenzo Lapucci e del Capogruppo in Consiglio regionale Maurizio Marchetti.

Nel mirino indirizzi e costi. Su questi ultimi Marchetti aveva già depositato nel settembre scorso un’interrogazione: «Sto aspettando risposta da parte della giunta su questo incredibile balletto di interventi, in un susseguirsi di investimenti che perseguono a parole la sicurezza e l’adeguamento impiantistico degli edifici, però poi nei fatti – spiega – non arriva mai a dama. Tanto c’è sempre una successiva scadenza elettorale a ridosso della quale promettere qualcos’altro…».

Con Lapucci il rialzo: «Sulla sanità a Carrara, e nell’intera zona della ex Asl 1 andata al crac contabile nel 2012, il Pd ha molto di che farsi perdonare. Non si capisce perché – incalzano i due azzurri – ora si voglia programmare un investimento milionario per non raggiungere il risultato di un edificio in perfetta efficienza sotto il profilo della statiticità, della sicurezza sismica, dell’impiantistica».

«Per di più – aggiunge Lapucci – il Comune qui pare davvero brancolare nel buio. Privo di visione prospettica sulla questione è andato avanti per annunci e retromarce lasciandosi trascinare, e con lui la città intera, da Regione e Asl. Ora decanta come successo quella che di fatto è una situazione di resa con cui si andranno a disperdere, per non dire a sprecare, altri denari pubblici».

Forza Italia chiede certezze e soprattutto carte e conti: «Finora ci sono solo parole – sottolineano Marchetti e Lapucci – e anche abbastanza in libertà, ci pare. La verità è che la perizia realizzata dallo Studio Speri di Roma nel 2009 indicava prescrizioni per rimettere a norma l’edificio con spesa irrisoria, se guardata col senno del poi: 750mila euro di costi vivi più altri oneri accessori. Si sarebbe andati sul milione. Non lo si fece. Si preferì andare a ristrutturare, nel 2017, con una spesa di circa 3 milioni di euro che certo, assicurò a chi di dovere la passerella in grande spolvero dei politici di turno e dei vertici sanitari al momento del taglio del nastro. Poi l’annuncio di demolizione, ora quello di nuova ristrutturazione… insomma – concludono Marchetti e Lapucci – poche idee ma ben confuse. Anche basta».

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