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LUCCA: Soffre lo stress? Visita psicologica tra un anno; Marchetti (FI): «Negato di fatto il diritto alla salute, sono liste d’attesa monstre»

«“Ma guardi che il 9 febbraio era domenica scorsa”, ha obiettato la signora al Cup che le stava fissando una visita psicologica causa uno stress troppo rampante. “No no”, le hanno replicato. “La prima data disponibile per vedere lo specialista è il 9 febbraio del 2021, signora”. Ora io mi domando e dico se uno poi non si deve stressare. Da qui all’anno prossimo se un povero paziente ha qualcosa di serio si ritrova con la camicia di forza. Inaccettabile. E questo è lo stato in cui Pd e sinistra di governo regionale hanno ridotto la nostra sanità»: l’attacco arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, fresco di segnalazione per l’ennesimo caso di liste d’attesa monstre a Lucca, territorio della Asl Nord Ovest.

«Le liste d’attesa in sanità sono la negazione di fatto di quello che è un diritto costituzionale, ovvero quello alla salute. Quale che sia la disciplina – domanda Marchetti – quale può mai essere l’efficacia di una presa in carico a 12 mesi di distanza? E, oggi giorno, lo stress è una malattia che, se trascurata, può divenire invalidante nel giro di un anno, con sintomatologie anche davvero serie per trattare le quali può a quel punto non essere più sufficiente la terapia con la parola. Tutto questo non è giusto, né è normale. Sensata è stata la scelta della signora di non aspettare e rivolgersi a un professionista privato, ma con un prezzo ben differente. Eppure la signora paga le tasse, è soggetta a ticket. Il suo pieno diritto a essere visitata ed eventualmente curata in tempi congrui è evidente, ma le è stato negato».

Marchetti sfodera le unghie: «Decenni di governo di sinistra hanno ridotto la Toscana in questo stato. La sanità è stata utilizzata come volano di consensi politici – incalza – entro un sistema in cui curare le persone è diventato marginale. Oggi, dopo vent’anni di gestione Rossi tra assessorato e carica di governo, siamo a questo. Poi si centrano i bersagli, ma solo perché si tengono sotto controllo gli standard per la manciata di discipline oggetto di valutazione. Tutto il resto è a ramengo. Questo caso, come purtroppo tanti altri, non fa che dimostrarlo una volta di più. Una volta di troppo».

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