LUCCA: Canile, Marchetti (FI) alla Regione: «Da giugno due interrogazioni e zero risposte. Dalla giunta toscana un silenzio che vale più di mille parole»

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«Sul canile di Lucca da parte della Regione Toscana registro un silenzio che vale più di mille parole, suppongo dovuto all’incapacità conclamata di far rispettare le proprie stesse leggi che nel caso specifico della struttura di Pontetetto appaiono disattese in parte quanto a metrature, in parte quanto a destinazione e dotazione degli ambienti. Fatto sta che alle due interrogazioni che ho presentato sulla materia, una a giugno e l’altra a ottobre 2018 con tanto di planimetrie allegate, la giunta non ha saputo o voluto dare seguito malgrado il regolamento la vincoli a rispondere entro due mesi»: l’attacco parte dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, sempre attento alle vicende del canile di Lucca e alle sorti dei suoi ospiti la cui detenzione è regolata da legge regionale, ovvero la 59 del 2009.

            «Siamo alle solite: Rossi & Compagni sono capaci solo di leggi bandiera che poi però non fanno rispettare. E’ così per le strutture canile sanitario e canile rifugio e per la detenzione degli animali d’affezione in genere, ma anche per questioni di impatto socialmente ancor più vasto come le norme sui tempi massimi di attesa per ottenere visite ed esami in sanità, per dirne una. Spot che fanno civile la Toscana sulla carta ma che poi finiscono per mortificare ancor di più i toscani, bipedi e quadrupedi, che quei diritti non riescono mai ad ottenerli. Al Pontetetto accade questo e io zitto non intendo stare».

            Anche perché alla prima delle sue interrogazioni Marchetti si era in buona sostanza dovuto rispondere da sé: «Chiedevo dati e date su verifiche effettuate e caratteristiche strutturali – ricorda – ma visto che dalla giunta nessuno me ne forniva mi sono procurato da solo planimetrie e certificazioni». Tutto materiale che ha finito per produrre lui stesso alla giunta in allegato alla seconda interrogazione: «Con l’atto di ottobre chiedevo la sospensione della gara di affidamento per la gestione del canile in attesa di verificare la coerenza della struttura rispetto ai requisiti richiamati nel bando e alle normative regionali. Così, per agevolare il lavoro a Rossi e al suo staff, avevo allegato sia la planimetria del 2012, ovvero quella dell’accreditamento vigente, sia quella realizzata ex novo a giugno, difforme dall’altra e allegata al bando di gara».

            Il Capogruppo regionale di Forza Italia è adirato: «Non rispondendo agli atti formali di un consigliere – sottolinea – la giunta ne rende inefficace l’azione ispettiva che è prerogativa degli eletti e che per quanti come me per il momento siedono all’opposizione resta il solo strumento operativo. Si tratta di una lesione grave della democrazia di base. Da Rossi una simile arroganza è consuetudine ma io non mi rassegno né mi abituo».

 

 

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