Coronavirus, Pella (FI): “I Comuni sono l’ossatura del Paese: senza non si sta in piedi”

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In queste settimane così dure per la gestione dell’emergenza coronavirus nei nostri territori, la voce forte e univoca dei Sindaci, da nord a sud, piccoli e grandi, va nella direzione compatta di confortare in tutti i modi senza sosta i propri cittadini e di dare loro indicazioni – o strigliate, ma anche di rivolgere al Governo un appello chiaro e concreto: l’ossatura del Paese, i Comuni, rischia il collasso.

Per alcune zone d’Italia già é trascorso più di un mese dal primo caso, ed é soprattutto lì che non si può ignorare l’appello dei primi cittadini che hanno chiesto con forza, anticipando l’annuncio di ieri sera del Governo, di rafforzare i presidi sul territorio e, soprattutto, di non essere lasciati soli nell’adozione di provvedimenti ulteriormente restrittivi che vanno nella direzione di un fermo totale. Inoltre, in particolare nei Comuni più piccoli, dove si é chiamati a svolgere tanti ruoli e a ricoprire tante responsabilità, provati dalle richieste quotidiane a 360 gradi, non si riesce nemmeno ad avere le informazioni relative alle generalità delle persone che devono rimanere in quarantena domiciliare per poter, conformemente alle direttive, sorvegliare e proteggere il territorio.

L’approvazione del Decreto CuraItalia è sicuramente una prima risposta, positiva nelle sue intenzioni e nei provvedimenti sulla parte sanitaria e del personale, ma la misura va rapidamente corretta come ha indicato il Presidente Decaro in una lettera indirizzata al Ministro Gualtieri e al Presidente Conte, secondo 4 assi principali: liquidità, con il pagamento del Fondo di solidarietà comunale subito per l’intero anno; un tavolo di lavoro congiunto che monitori e gestisca un fondo ad hoc dotato di almeno un miliardo per le spese di questo semestre; ulteriore avanzo di amministrazione ed estensione della sospensione delle rate dei mutui a tutta la quota di debito locale, e non solo ai muti MEF; abbattimento al 60% dell’obbligo di accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità.

I Sindaci d’Italia hanno sempre dimostrato massima solidarietà e senso di sacrificio nei periodi di emergenza, ora il Governo ci ascolti.
Noi non entreremo mai in lockdown, saremo sempre aperti alle esigenze dei cittadini!

Un pensiero speciale voglio rivolgere anche alle famiglie e ai cari, alle comunità tutte, dei tre Sindaci purtroppo mancati a causa di questa terribile malattia durante il loro instancabile servizio: Giorgio Valoti Sindaco di Cene, Raimondo Valicco Sindaco di Mezzoldo e Giovanni Malchiodi Sindaco di Ferriere.

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