Bufera Mukki Latte, Stella (FI): “Soci pubblici si facciano sentire. Tutelare allevatori toscani”

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FIRENZE – “Il passaggio della Mukki al gruppo emiliano Newlat sta già portando i primi seri problemi a quella che un tempo era la Centrale del Latte della Toscana: il presidente Paolo Campinoti e il consigliere Petretto si sono dimessi a seguito della sfiducia nei confronti del cda di Mukki da parte del nuovo proprietario. Già a maggio avevamo invitato a tenere alta la guardia, adesso l’evoluzione degli eventi ci preoccupa. Invitiamo i soci pubblici di Mukki a intervenire e a vigilare affinché vengano tutelati gli allevatori, salvaguardando le produzioni di latte toscano”. Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). I soci toscani di Mukki sono il Comune di Firenze (11,91%), Fidi Toscana (6,21%), il Comune di Pistoia (5,3%) e Camera di Commercio (2,31%).
“Già dopo l’acquisizione della Mukki da parte di Newlat – ricorda Stella – è stato chiesto ai fornitori del Mugello uno sconto di cinque centesimi fino a dicembre 2020 sul costo del latte, da 0,41 a 0,36 € il litro. Avevamo anche rimarcato che doveva esserci, da parte della politica tutta, in particolare dell’Amministrazione Regionale, una speciale attenzione affinché, anche con la nuova proprietà, si continuasse a guardare all’utilizzo di latte locale, garanzia di qualità e di controllo di un prodotto sano”.
“Auspichiamo che il nuovo assetto societario di Mukki significhi tutela della filiera del latte toscano, con la prosecuzione del rapporto tra l’azienda e gli allevatori della nostra regione, soprattutto del Mugello, che storicamente riforniscono di latte di altissima qualità la Mukki. Invitiamo i soci pubblici della Mukki a vigilare su questo aspetto assolutamente non secondario della questione – conclude Stella -. Sono ben 60 le aziende toscane di allevamento che ogni anno conferiscono 300.000 litri di latte alla Mukki, aziende che negli anni hanno fatto grande investimenti, anche grazie al Programma di sviluppo rurale. Questo rapporto deve proseguire, a tutela della qualità e del legame con il territorio”.

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