Asia Bibi, Aimi (FI): “L’attenzione resti altissima. Monitorare fondamentalismo anche in Italia”

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“L’attenzione della Comunità Internazionale, dell’Europa, dell’Italia, nei confronti della vicenda di Asia Bibi non deve assolutamente venire meno. Come ribadito dal suo avvocato, l’assoluzione è stata possibile solo grazie alla pressione internazionale, ed è attraverso la medesima pressione che occorre agire per consentire ad Asia Bibi e alla sua famiglia di lasciare il Pakistan. Anche l’arresto, da parte del Governo del Pakistan di circa 1300 persone, esponenti del partito islamico più radicale (che aveva chiesto l’impiccagione per la ragazza, per la sua famiglia e perfino per i giudici) è indice di quanto grave sia diventata la situazione.
Questa donna coraggiosa, che ha abbracciato il Cristianesimo e per questo è stata perseguitata e condannata a morte, è di fatto prigioniera in Pakistan. Asia Bibi deve essere lasciata libera di partire, a lei e alla sua famiglia vanno garantite accoglienza e tutela immediate. Doveroso che l’attenzione resti altissima anche da parte del nostro Governo. Il nostro Paese accoglie migliaia di cittadini di origine pachistana ed è nostro compito, viste le preoccupanti vicende che stanno interessando Asia Bibi, avviare un monitoraggio in Italia sui fenomeni di fondamentalismo islamico che, come più volte testimoniato anche dalle cronache nazionali, si annidano tra individui fanatici, ben celati da quella che è solo una integrazione di facciata.
La storia di Asia Bibi deve essere da monito: il fondamentalismo islamico è un pericolo reale per le comunità. Alto e forte deve essere il grido di condanna e ferma e decisa l’azione di contrasto, da parte della Comunità internazionale, dell’Europa, dell’Italia che non devono tollerare modelli ‘culturali’ che nulla hanno a che vedere con la libertà e la democrazia”.
Lo dichiara Enrico Aimi, senatore e capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari Esteri


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